DI UN ORSO E SUA MOGLIE / più o meno Esopo → ovvero favola illustrata, liberamente rimoralizzata

Avendo combattuto l’Orso con la moglie, le aveva egli cavato un occhio con le unghie, e poi se n’era andato per non mostrare quel po’ di pentimento che l’aveva colto. L’Orsa dal canto suo era rimasta dov’era: sentimenti scuri come le ombre del bosco le facevano dolere il petto più del muso. Non sapeva cosa farsene dell’occhio sano ora che l’Orso non c’era più, la sola cosa che ancora lei bramava vedere era lui ritornare. Non l’avrebbe confessato a nessuno e in ogni caso nessuno era lì ad ascoltare.

-Il testo di questa favola è stato liberamente riscritto ed interpretato.-

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