LA MULA / più o meno Esopo → ovvero favola illustrata, liberamente rimoralizzata

LA MULA

Una Mula, per il molto orzo che aveva mangiato, era diventata grassa e vanitosa. Diceva sempre fra sé e sé: “mia madre era una cavalla da corsa e io le assomiglio in ogni cosa”. Finché un giorno, alla Mula, capitò di dover correre davvero: due sgambate e non ne poté più. Aveva il fiato grosso e il cuore le bussava sul petto come se volesse uscirne fuori. Si fermò e abbassò la testa un po’ per la stanchezza, ma il più per la vergogna: “Oimè, mia madre era una Cavalla, ma ora mi ricordo di mio padre, che era un Asino”.

-Il testo di questa favola è stato liberamente riscritto ed interpretato.-

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