LA SIGNORA AFFARI D’ORO

Spiaggia: un pallone rotola inseguito da un bambino che cade e rotola a sua volta a un passo da me. Onda di sabbia.

Mi tiro su, a sedere, e pulisco la faccia con le mani.

È un pomeriggio torrido, poca gente, oltre me e il bambino di sabbia. Due bagnanti, un uomo e una donna, sono stesi al sole, immobili, esangui, lucidi; dormono. Grosse braccia e grosse gambe, con grosse mani e grossi piedi, grosse dita: tutto divaricato a migliorare la termoregolazione. Poco lontano due ragazzini, trascinano un pony gonfiabile di gomma gialla verso la riva voltandosi spesso a guardare l’animale che incespica sulla sabbia, come conducessero la povera bestia ad abbeverarsi.
Al lato opposto, una donna. Sessanta circa, carne beige, crespa, contenuta da un costume intero color corallo. Rami di vene blu sotto la pelle chiara delle gambe, capelli fini seccati dal sole, naso e spalle imbiancate di crema solare, rossetto. Sta in piedi vicino a un ombrellone piantato storto. Mani sui fianchi, testa inclinata da un lato (lo stesso dell’ombrellone) guarda un uomo che lentamente si avvicina. Lui: pelle nera, occhiali scuri e infradito, una valigia in equilibrio sulla testa dalla quale spuntano stoffe colorate che ricadono giù fin sulle sue spalle. Percorre la spiaggia in direzione della donna con passo calmo e deciso.

I due si vedono, si guardano e per un attimo sembra un duello. Lei stacca una mano dal fianco, sembra pronta a estrarre la pistola… invece prende le sigarette dalla borsa, ne infila una fra i denti e torna a osservare l’uomo ormai a pochi metri.

Lui abbassa la testa e percorre l’ultimo passo in un movimento coordinato e sapiente col quale mostra alla donna una certa remissività e le lascia al contempo scivolare la merce davanti ai piedi.

– “Pareo, pareo, signora, pareo bello, signora”
Silenzio.
La donna si accende la sigaretta e ispira.
– “Pareo signora?”
Espira.
– “Dai… fa’ vedere”
– ” tanti colori signora”, dice lui mentre prende dalla valigia un paio di teli.
– “Quanto vuoi?”, chiede lei, ne afferra uno e lo apre.
– “10 euro, grandi 15”
– “Ti do 7 euro”
– “Costa 15 signora”
– “Beh, io te ne do 7″, dice mentre prende il portafoglio dalla borsa e infila al suo posto il telo.

L’uomo aspetta all’ombra, tiene la bocca socchiusa per riprendere fiato. Guarda le mani della donna, senza dire niente.

– “7… ah no… ho solo 5 euro”
– “costa 15… Signora…”
– “Ho detto 5, non ho nient’altro”, replica conclusiva e mette i soldi in mano all’uomo.
Lui abbassa gli occhi deluso o mortificato, da qui non so dire.
– “Dai, tanto giri tutta l’estate, i 2 euro te li do un’altra volta. Però vattene adesso che non ho più niente”
– “Dove ti ritrovo signora?”
– “Più in giù, di solito sto più in là”, dice lei indicando un punto indefinito della costa verso sud.

Il telefono della donna squilla, lei si volta di spalle e fruga nella borsa. L’uomo ricarica lentamente la valigia sulla testa e si allontana.

– “Sì pronto, pronto Paola, no no, scusa, parlavo con un negretto, ho comprato un pareo… sì molto carino, pagato niente, capirai 5 euro…”

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