UNA DONNA CON PARETI BIANCHE E TETTO

Da bambina firmavo i miei disegni CICCI+.
Il puntino era nell’angolo in alto a destra del più, nessuno ha mai saputo dire cosa significasse.

All’inizio dell’estate, sono partita per Santa Maria, mio padre lì perse la vita. Poca terra in mezzo al mare. C’è una montagna al centro dell’isola. Un giorno ho messo alcune cose nello zaino, ho respirato più forte e sono salita su.
Dalla cima si vede l’oceano, tutto intorno intendo. La dimensione delle cose, la mia dimensione rispetto alle cose, da lì è stata ben più chiara.
Sono scesa fra gli alberi, c’era fango, ho camminato cercando il punto in cui, 25 anni fa, l’aereo impattò contro la roccia. Alcuni frammenti di finestrino, cinghie e pezzi di lamiera, sono ancora lì.

La luce sembra più forte quando esci dal buio del tuo bosco e tornando a valle mi è parso di vedere meglio le cose.
Sono tornata a casa e ho aperto cassetti e archivi: fotografie, diapositive, video… la sua voce…
In questi giorni sono in viaggio ben più lontano che mai, perché vedo me stessa con i suoi occhi.
Sono pronta a raccontare la nostra storia: una donna con pareti bianche e tetto, me e mia sorella affacciate alle finestre. La storia di chiunque abbia il coraggio di fare i conti con il perdono.

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